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Vantaggi delle cure omeopatiche: ovvero 10 motivi per curarsi omeopaticamente

Ho conosciuto la medicina omeopatica solo diversi anni dopo la laura in Medicina e Chirurgia. Ricordo solo di un vago accenno ad essa, fattomi da un professore durante i miei studi universitari in un corso di farmacologia, un accenno che con il senno del poi, aveva tutto il sapore della clandestinità. Per questo ho capito che si parla sempre troppo poco delle cure omeopatiche e dei vantaggi che portano alla cura della persona.

Ricordo la mia insoddisfazione alla fine del corso di laurea, la sensazione frustrante per aver ottenuto troppo poca conoscenza dagli studi rispetto alle mie aspettative. Ricordo gli inizi di una disordinata ricerca di altro da quello che conoscevo verso una metà sconosciuta, con la sola speranza che qualcosa da qualche parte sarebbe potuta esistere. Quando intravidi la medicina omeopatica capii che era ciò che cercavo, ecco perché ti lascio almeno dieci buoni motivi per cui dovresti conoscerla.

Cure omeopatiche: 10 motivi per sceglierle

1 UNA MEDICINA PERENNE

Storicamente la medicina omeopatica è una medicina empirica, essa non ha a che fare con le medicine filosofiche, ma allo steso tempo non ha seguito il filone riduzionista (approfondisci la storia dell’omeopatia e scopri perché si parla di omeopatia unicista). In altre parole in medico Omeopata è un medico pratico ma non materialista.

L’empirismo della medicina omeopatica si poggia sulla legge del simile che cura il simile, una legge biologica dalla quale procede innanzi tutto la sperimentazione dei rimedi omeopatici e quindi di conseguenza la compilazione della “Materia Medica”, la quale rappresenta la summa e la sintesi di tutte le sperimentazioni e osservazioni cliniche che riguardano i tantissimi rimedi conosciuti. Il fatto che la medicina omeopatica si basi su di una legge biologica, e non su ipotesi o teorie, non è un particolare di poca importanza, infatti ciò comporta che essa non sia soggetta a mode o cambiamenti. Non sarà ad esempio, mai possibile che un rimedio ritenuto valido per la cura di un determinato quadro morboso divenga ad un certo punto superato o addirittura non più consigliabile, ciò che accade normalmente nella medicina allopatica.

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A titolo di esempio, il rimedio Arnica Montana viene utilizzato oggi allo stesso modo come duecento anni fa, e non c’è possibilità che potrà mai essere superato nella sua specifica ed esatta indicazione nel futuro. Tutto ciò testimonia della solidità di questa medicina, testimonia di un sapere che può arricchirsi di nuove osservazioni, ma mai cambiare o dirsi superato oggi rispetto a ieri. Le leggi di guarigione di C. Hering, ad esempio, o la sperimentazione di nuovi rimedi avvenuta durante i secoli, fanno parte di questo costante fenomeno di arricchimento del corpus dottrinale omeopatico con il susseguirsi delle generazioni di omeopati e di cure omeopatiche attente all’interezza della persona.

2 CURA A DIVERSI LIVELLI NON SOLO FISICO

Il medico omeopata tiene conto di cinque equilibri dell’uomo: fisico, mentale, familiare, sociale e spirituale, per poter scegliere il rimedio più adatto (cosa deve essere curato secondo la medicina omeopatica?). Ma la cosa che pochi sanno è che il rimedio omeopatico agisce profondamente nella persona non solo a livello fisico.

Comprendere questa meravigliosa realtà non è affatto immediato per una mente moderna e si potrebbero versare fiumi di inchiostro sull’azione dinamica profonda dei rimedi omeopatici, ma la cosa che più conta veramente è che l’esperienza di chi sperimenta una cura omeopatica ben assestata consiste prima di tutto un senso di benessere profondo che precedere la scomparsa dei sintomi fisici. Questo fatto straordinario, che può essere testimoniato da tutti coloro che apprezzano la medicina omeopatica, la cura omeopatica fa sperimentare al paziente un cambiamento profondo e lo pone nella condizione migliore per indagare su se stesso e sull’origine dei propri malesseri.

Credo valga la pena soffermarsi per riflette sull’affermazione di un noto omeopata sudamericano del passato il quale affermava:

“tutti posso migliorare curandosi omeopaticamente ma solo chi riflette guarisce!!”.

3 PERSONALIZZATA

Uno delle critiche che viene rivolta alla medicina omeopatica è la sua mancanza di standardizzazione (sai cosa cura l’omeopatia?), vi è cioè, secondo i suoi detrattori, l’incapacità di definire con chiarezza le indicazioni specifiche per ciascun rimedio. La risposta a questa osservazione dal punto di vista omeopatico è ovvia e testimonia l’ignoranza dell’interlocutore il quale potrebbe essere paragonato a colui che volesse misurare il litro con il metro o una distanza con la bilancia.

La medicina omeopatica cura il paziente nella sua totalità per cui non ci sarà mai un determinato rimedio specifico per un determinato sintomo, di contro avremo dei rimedi specifici per ciascun paziente il quale accusa dei determinati disturbi con le su specifiche modalità. La medicina omeopatica e quindi le cure omeopatiche, tengono conto anche della costituzione del paziente, cioè del suo proprio e specifico modo di mostrare determinati disturbi. Per fare un ulteriore paragone, andare dal medico omeopata unicista, equivale ad andare dal sarto, piuttosto che al supermercato. Per tale ragione in medicina omeopatica non possono esistere i protocolli così cari alla medicina moderna, e per la medesima ragione, spesso si accusa la medicina omeopatica di non essere capace di produrre delle evidenze scientifiche, ma come abbiamo spiegato il problema è di metodo.

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4 PREVENTIVA PER ANTONOMASIA ED EUGENETICA

Stare in salute è una questione di equilibrio in tutti i diversi livelli della persona, fisici e non (anche risguardo omeopatia in gravidanza). Se chiedessimo a delle persone a caso quale sia la loro idea di salute la risposta non sarebbe facile e tanto meno univoca. In medicina omeopatica la persona sana ovvero in salute è quella in cui vige un pensiero libero ed una volontà indipendente. Questo modo di intendere la salute ci proietta all’interno di un ambito tale che anche l’idea di cosa si debba intendere per prevenzione non potrà che essere diverso dall’impossibile slalom per evitare che ci accada qualcosa o di “fare prima che sia troppo tardi”.

In omeopatia prevenzione significa togliere il terreno sotto ai piedi alla malattia, far si cioè che la persona goda di uno stato psicofisico tale che essa non sarà terreno fertile per lo sviluppo della malattia o comunque sarà capace di rispondere al meglio nella eventualità che uno squilibrio vada a toccare il proprio assetto psicofisico. Curarsi omeopaticamente e scegliere le cure omeopatiche, significa inoltre trasmettere in minor misura la spinta al disequilibrio che ognuno di noi possiede alle generazioni successive, una vera e propria medicina eugenetica armoniosa e naturale!!

5 NON TOSSICA PER LA PERSONA

Chiunque si sia mai preso la briga di leggere uno di quei fogli illustrativi che accompagnano i farmaci chimici, sa già benissimo di cosa stiamo parlando. I possibili cosiddetti effetti collaterali da farmaci posso essere tantissimi, e difficilmente prevedibili. Per non parlare che la quasi totalità dei farmaci sono pensati per essere presi a vita, o comunque per un tempo indeterminato: questo dovrebbe farci un po’ riflettere su quale logica ci sia dietro a questo tipo di cura.

I rimedi omeopatici e le cure omeopatiche, di contro, sono tutti di origine naturale, possono essere di derivazione minerale, vegetale o anche animale (che io sappia mai tramite procedimenti che comportino il sacrifico dell’animale stesso) e dato il processo di diluizione estrema al quale vengono sottoposti dopo la creazione della tintura madre del rimedio. Essi non possono suscitare effetti collaterali del tipo dell’intossicazione, o dell’intolleranza, tipici di contro nell’utilizzo di farmaci chimici.

Ovviamente, avendo le cure omeopatiche un effetto biologico, il loro utilizzo può dare dei disturbi ma questi possono essere di due tipi e del tutto benigni:

  1. il primo tipo di disturbo può essere legato ai processi di disintossicazione che vengono stimolati nell’organismo, questa eventualità viene definita aggravamento omeopatico o crisi eliminatoria;
  2. la seconda possibilità dipende dall’interazione che ci sarà tra l’effetto dinamico del rimedio, con l’energia vitale della persona. Si potrà avere ad esempio una estrema debolezza, in caso che lo stimolo omeopatico risulti troppo forte rispetto alla forza della persona, oppure potremmo avere disturbi in caso che l’energia della persona venga stimolata in modo inappropriato, ad esempio tramite un rimedio errato.

In ogni caso, questi fastidi saranno passeggeri, ma al contempo forniranno informazioni importanti al vostro omeopata su come intraprendere la giusta strada verso la guarigione.

6 ECOLOGICA: NON TOSSICA PER L’AMBIENTE

Forse non tutti sanno che esiste un problema di inquinamento ambientale da farmaci che si sta facendo sempre più ingravescente. I farmaci chimici che prendiamo vengono per lo più trasformati dai nostri organi emuntori, ovvero fegato e reni, prima che i loro metaboliti vengano rilasciati nell’ambiente. Il problema è particolarmente pernicioso per almeno tre ragioni. La prima ragione è che queste sostanze sono difficilmente individuabili dato il loro elevato numero e la loro estrema varietà, ne risulta una certa difficoltà a monitorarne la presenza nell’ambiente. Seconda ragione, non tutte queste molecole vengono trattenute dai fanghi di depurazione delle acque e in ogni caso liberare questi fanghi da tali molecole è impresa praticamente impossibile.

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In fine, queste sostanze sono più spesso ancora biologicamente attive nell’ambiente, cioè possono dare effetti biologici non solo agli esseri umani ma a tutti gli esseri viventi. Questa serie di complicanze non esiste minimamente per le cure omeopatiche, senza tener conto di tutto il processo di produzione dei farmaci chimici, processo che, relativamente alla preparazione dei rimedi omeopatici, è invece assolutamente ecologico e rispettoso dell’ambiente.

7 ECONOMICA: NON ABBISOGNA DI ANALISI

C’è stato un tempo in cui il medico omeopata forniva esso stesso il rimedio omeopatico al paziente al termine della visita. Immaginate un mondo del genere dove si va dal medico, il quale vi visita e al termine di questa vi fornisca seduta stante il rimedio da prendere. Oggi questo non si può fare, viviamo in una società che oltre ad essere complessa è anche complicata. Aggiungete a questo il fatto che il medico omeopata raramente abbisogna di analisi, esami e tantomeno di consulti specialistici, la visita, l’esame obiettivo del paziente, il colloquio con lui, sono tutto ciò di cui il medico omeopata abbisogna.

Tenete conto poi del fatto di come i rimedi omeopatici non sono mai da prendere a vita o per un tempo indeterminato, di contro la cura omeopatica viene raccomandata solo per determinati intervalli di tempo ovvero finché il paziente ne abbisogna. Tenendo conto di tutti ciò risulta evidente come la medicina omeopatica sia il più economico dei sistemi non solo in termini economici ma anche dal punto di vista della dispersione delle risorse di altro tipo ovvero anche in termini di tempo ed energia.

8 NON SPECIALISTICA

Il medico omeopata non conosce specializzazione, si potrebbe dire che l’omeopatia sia una medicina generalista per antonomasia. Oggi giorno siamo abituati a cambiare medico per ciascun disturbo, andremo dal sessuologo per problemi nella sfera sessuale e dall’epatologo per problemi al fegato, come se il nostro corpo-mente fosse fatto a compartimenti stagni. Una delle giuste e frequenti lamentele dei pazienti ambulatoriali ospedalieri è l’impossibilità di essere seguiti da un unico specialista. La consuetudine moderna di consultare un medico per ciascuno dei propri disturbi ha conseguenze negative a carico del percorso di guarigione.

A nessuno piace dover cambiare il proprio interlocutore ad ogni visita, ciò è comprensibile da parte del paziente perché il rapporto di confidenza e di fiducia tra medico e paziente è un aspetto essenziale nel rapporto di cura. Inoltre in questo modo lo stesso paziente finisce per identificarsi con la propria malattia perdendo la capacità di fare una analisi completa del proprio stato di salute. Un’altra eventualità che spesso si verifica è quella in cui farmaci dati da specialisti diversi potrebbero interagire tra loro o con un apparato diverso da quello preso in considerazione dallo specialista con effetti negativi per il paziente. Di contro l’omeopata dovrà riconoscere i propri limiti e quelli della propria arte, come ad esempio quando vi siano disturbi che necessitano di un approccio chirurgico od odontoiatrico.

9 EVITA LA CRONICIZZAZIONE DELLE MALATTIE: SOPPRESSIONE

Vi siete accorti che sembra che non ci siano più farmaci capaci di curare in modo definitivo? Avete notato che oggi giorno i farmaci si prendono a vita o comunque in modo indefinito? Quello che si può fare è aumentarli, cambiarli, ma mai veramente farla finita con essi. In effetti, ciò che più spesso accade a chi inizia a prendere farmaci per una qualsiasi ragione, è che non la smetta mai più, per poi aggiungerne degli altri in una progressione senza fine se non con la morte. Questo stato di cose testimonia da una parte, come i farmaci moderni non siano studiati per curare il problema alla loro radice, ma solamente per sopprimere dei sintomi, e dall’altra, come e perché ci ritroviamo in una società di soggetti per lo più malati cronicamente o indefinitamente.

Ammalarsi oggi significa essere condannati a prendere farmaci a vita, ovvero significa convivere con la propria malattia. Ma non finisce qui, perché questo stato di cose non è solamente frutto dell’uso di farmaci che non curano veramente ma semplicemente sopprimono il sintomo, ma la cronicizzazione diffusa delle malattie dipende anche dal fatto che questa pratica a sua volta non fa che buttare benzina sul fuoco della cronicizzazione. Mi spiego.

Curare un sintomo come ad esempio la pressione alta o un rush cutaneo, o un’allergia, o un’asma senza occuparsi della sua causa scatenante, significa lasciare aumentare in modo imprevedibile uno squilibrio di salute profondo, il quale a maggior ragione della soppressione operata farmacologicamente tenderà a manifestarsi in altro modo. In altre parole, l’uso di farmaci in modo soppressivo sarà esso stesso motore della cronicizzazione patologica.

Per fare una metafora: cosa pensereste di un meccanico al quale portate la vostra macchina la cui spia vi segnala un guasto nel motore, il quale tagliasse il filo della spia ridandovi la macchina indietro dicendo di stare tranquilli che tutto è risolto? Curarsi omeopaticamente e scegliere cure omeopatiche, significa cercare di impedire la cronicizzazione delle malattie andando a risolvere gli squilibri profondi che minano il benessere della persona, significa cioè intervenire sul motore e non sulla spia!

10 FAVORISCE LA CRESCITA PERSONALE: ASSECONDA LE ATTITUDINI CI CIASCUNO

Il nostro sistema sociale in generale a partire da quello scolastico in particolare premia le competenze, ma non l’attitudine. Rifacendomi a titolo di esempio al mio percorso formativo durato molti anni per ottenere una laurea in medicina, durante questo arco di tempo nessuno si è mai preso la briga di indagare le mie attitudini come medico. La laurea mi è stata conferita in virtù di uno sforzo applicativo nello studio che mi ha fornito le competenze richieste allo scopo di esercitare come medico, ma mai durante questo periodo formativo è stata valutata la mia attitudine alla professione.

Questa modalità della formazione manca evidentemente di qualcosa, cioè la capacità di indirizzare gli individui verso ruoli più adatti alle proprie caratteristiche personali. La medicina omeopatica studiando le caratteristiche costituzionali di ciascuno, non trascurando l’ambito sociale e familiare in cui la persona declina le proprie modalità percettive ed espressive, rappresenta un mezzo utilissimo e un punto di vista privilegiato sulle caratteristiche peculiari dal quale risulterà facile poter consigliare nel miglior modo di fronte alle scelte che ci pone di fronte la vita. Un sistema capace di assecondare le attitudini della persona avrebbe il doppio vantaggio di generare soggetti più efficienti socialmente perché più adatti a determinate mansioni e in secondo luogo individui capaci di realizzare con maggiore probabilità gli
scopi più elevati della propria esistenza.

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In conclusione

Scegliere le cure omeopatiche vuol dire scegliere un approccio totalmente differente per curarsi nella propria interezza, e per capire a fondo quali sono le radici del problema.

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